Panico e disturbo d’attacco di panico (dap)


Psicologo attacchi di panico a Roma L’attacco di panico è un’esperienza che moltissime parsone hanno fatto almeno una volta nella vita e molto difficile da dimenticare! Il singolo episodio, se pur breve (dura pochi minuti) è in grado di provocare un’intensa sofferenza!

Si tratta di una condizione d’intensissima paura che sopraggiunge all’improvviso e genera disorientamento e profonda angoscia.

I sintomi sono fisici e psichici caratterizzati dalla percezione di un pericolo imminente indefinito e indefinibile che genera profonda angoscia o terrore e il bisogno di fuggire! Tale bisogno si traduce generalmente in azioni pratiche di movimento senza un preciso obiettivo: ad esempio se la persona colpita dall’attacco di panico è alla guida di un’auto arresta la marcia e scende, se è seduta si alza, se si trova in una stanza si sposta altrove, ecc.

Gli attacchi di panico insorgono senza alcun preavviso; per tale motivo dopo il primo episodio insorge la paura di rivivere la stessa terribile esperienza (paura della paura).

Una paura che compromette la qualità della vita e costringe la persona a evitare luoghi e situazioni nella convinzione che siano causa del problema e che l’evitamento impedisca il ripetersi della crisi.

L’attacco di panico può essere un evento transitorio o stabilizzarsi nella forma cronica del DAP disturbo d’attacco di panico, che compromette il funzionamento sociale e la vita di relazione della persona.

Chi soffre di DAP vive forti preoccupazioni in merito alla propria salute mentale; teme di essere pazzo, di stare per impazzire, o di soffrire di qualche grave malattia.

Il centro della Paura

L’amigdala, o centro della paura, è la parte più primitiva del cervello che gioca un ruolo fondamentale nell’esperienza delle crisi di panico. Quando ci si trova di fronte ad un pericolo reale, l’amigdala si attiva e fa scattare l’allarme prima ancora che la parte razionale del cervello si renda conto della situazione. Il punto è che se non esiste un pericolo concreto, ma la persona è convinta del contrario (come accade prima di avere un attacco di panico) l’allarme parte in automatico dall’amigdala. A quel punto non è più possibile servirsi della razionalità per controllare la reazione!

Chi soffre di attacchi di panico

Sono davvero moltissime le persone che almeno una volta nella vita hanno vissuto la difficile esperienza della crisi di panico. In Italia si stima che siano quasi due milioni gli individui colpiti dal DAP e che il 30% di questi abbia un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Generalmente l’esordio del disturbo è adolescenziale con un rilevante incremento intorno ai ventiquattro anni. Le donne sono colpite due volte rispetto agli uomini; incidenza che resta valida anche per gli stati depressivi e ansiosi che di solito accompagnano il disturbo d’attacco di panico. I sintomi sono sia fisici sia psichici e contestualmente a un attacco di panico possono coesistere alcuni tra i seguenti:

  • Sensazione di pericolo imminente
  • Respiro affannoso
  • Sudorazione e brividi
  • Nausea, Vertigini
  • Ritmo cardiaco accelerato
  • Paura di morire
  • Paura di impazzire
  • Senso di angoscia
  • Senso di soffocamento
  • Senso di estraneità
  • Terrore

Chi è più a rischio

Chi è più a rischio di sperimentare attacchi di panico ha una personalità caratterizzata da rigidità del pensiero. Nel tempo tale rigidità crea le basi per uno scompenso psicologico, che si manifesta in concomitanza con un evento negativo scatenante. Si tratta di persone che reprimono qualsiasi forma di malessere psicologico, con difficoltà a esprimere le emozioni e che non chiedono aiuto o supporto agli altri, convinte che ciò significhi essere deboli o incapaci. Questo stato di cose fa si che in alcune circostante della vita tali persone abbiano la sensazione di perdere il controllo da cui deriva una disorganizzazione della struttura psichica interna con stati d’angoscia, senso di vuoto, panico e smarrimento. Accade quindi che una qualunque circostanza negativa imprevista alteri l’equilibrio precario che si era stabilito, dando luogo al manifestarsi del disturbo e dei sintomi che lo caratterizzano.

Che cosa fare

La buona volontà da sola non basta a risolvere il problema; è importante attivarsi prontamente e chiedere un intervento qualificato! Come in tutte le forme di sofferenza psicologica, ignorare la situazione conduce unicamente alla cronicizzazione del disturbo! Anche un solo colloquio di consulenza può fornire un valido aiuto, consentendo alla persona di fare chiarezza rispetto all’entità del disagio, alle soluzioni da mettere in campo per affrontare la situazione, ridurre la sofferenza e le limitazioni sopportate, restituire qualità alla vita!

Trattamento e cura del DAP nella mia esperienza clinica

Quando si è in una condizione di sofferenza psicologica capita di rimandare più volte la decisione di rivolgersi allo psicologo-psicoterapeuta. Ciò accada principalmente perché il disturbo psicologico è vissuto come un sintomo di debolezza o fallimento, o perché ci s’illude che le cose possano migliorare semplicemente aspettando. Anche tra coloro che incontro nel mio studio c’è chi dichiara di aver lasciato passare del tempo prima di chiedere un aiuto qualificato; “Speravo che le cose migliorassero col tempo…”, “Avrei voluto farcela da solo” dicono. A quel punto io propongo due spunti di riflessione: “Quando ha dolore a un dente quanto tempo lascia passare prima di rivolgersi al dentista?”, “Pensa di curare da sé il dente?”. E’ fuorviante pensare che il disturbo di panico o qualsiasi altra forma di sofferenza emotiva si risolva senza far nulla, o di ricorrere all’autocura. Lasciar passare il tempo può solo accrescere lo stato di disagio e sofferenza individuale!

Primo obiettivo attenuare i sintomi

Il mio primo obiettivo è ridurre i sintomi nel breve termine! A questo scopo utilizzo un approccio intensivo e integrato, con associazione di tecniche e strategie per imparare a gestire i sintomi e progressivamente risolvere il problema:

  • Tecniche di respirazione e rilassamento
  • Training Autogeno
  • Tecniche cognitive e comportamentali
  • Medicina quantistica e vibrazionale
  • Fiori di Bach e rimedi omeopatici
  • Colloqui psicologici di supporto

La Psicoterapia

In un secondo momento faccio ricorso alla Psicoterapia; lo strumento terapeutico più potente ed efficace per modificare tutte quelle condizioni che hanno dato origine alla sintomatologia e che concorrono al suo mantenimento! In nessun altro modo come con la Psicoterapia la persona può sviluppare nuove e più efficaci capacità di fronteggiare gli eventi della vita e una diversa considerazione di sé!

La farmacoterapia

Propongo di far ricorso a un’integrazione farmacologica solo nei casi in cui la sofferenza psicologica sia intollerabile e solo se la persona è favorevole! Lo psicofarmaco non sostituisce la psicoterapia; agisce solo e temporaneamente come “tampone” a livello sintomatologico. Non interviene sulle cause del sintomo (vissuti non elaborati, credenze limitanti, costrutti rigidi, convinzioni erronee, ecc.) e non può facilitare lo sviluppo di tutte quelle risorse individuali che eviteranno in futuro il ripetersi dell’esperienza.

Gruppi e Seminari

I gruppi d’incontro dove è possibile condividere la propria esperienza alla presenza di un facilitatore esperto. Gli incontri d’informazione e i seminari sono utili per comprendere meglio le caratteristiche del disturbo e avere una panoramica generale in merito alle possibilità di trattamento e cura della sofferenza psicologica.

Dr.ssa Teresa Remoli
Psicologa Psicoterapeuta Roma
Email: teresa.remoli10@gmail.com Cell. 327.32.44.159


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